
Con l’inizio della stagione estiva, ci troviamo ancora una volta a dover commentare alcuni tragici eventi verificatisi all’interno di impianti natatori o stabilimenti balneari.
L’ultimo episodio, in una piscina della zona Borghesiana a Roma, ha causato l’intossicazione di cinque bambini, uno dei quali è tuttora ricoverato in ospedale con il rischio di danni neurologici permanenti.
Solo nei primi sei mesi dell’anno, si contano già oltre 30 incidenti in piscina emersi agli onori della cronaca nazionale o locale, di cui una ventina con conseguenze sulla salute degli utenti.
Numeri inaccettabili che evidenziano una carenza strutturale nelle politiche di prevenzione in materia di tutela della salute e sicurezza della popolazione.
Le piscine, per la loro natura, sono complessi attrezzati caratterizzati da alto rischio, in particolare per l’esposizione a sostanze chimiche, microrganismi patogeni e per l’annegamento.
In questo complesso contesto il ruolo del Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro si dimostra centrale e imprescindibile sia in ambito pubblico, come organo di controllo, che in quello privato come consulente.
Il Tecnico della prevenzione è un professionista sanitario in possesso di laurea abilitante, in grado di assicurare e garantire l’applicazione di misure efficaci per tutelare la salute pubblica negli ambienti di vita e di lavoro.